CIVITAVECCHIA – Il Comune di Civitavecchia esprime forte contrarietà al piano di dimensionamento scolastico imposto dalla Regione Lazio con la delibera del 23 dicembre 2024, che prevede l’accorpamento di 23 autonomie scolastiche nel prossimo anno scolastico 2025/26, contribuendo al taglio complessivo di 53 istituti in due anni. Civitavecchia è stata tra i protagonisti della giornata in cui Amministratori e Rete degli Studenti hanno cercato a Roma di ottenere dialogo e risposte sul dimensionamento scolastico. Purtroppo ancora una volta le speranze sono state disattese.
Nonostante i numerosi incontri tenutisi nei mesi scorsi, le decisioni finali non sono state condivise con le amministrazioni locali, le istituzioni scolastiche e il tessuto sociale del territorio. In particolare, la Città Metropolitana di Roma ha sottolineato che l’ipotesi di coinvolgere gli istituti superiori non era mai stata discussa nei tavoli di confronto e che è emersa solo nel piano approvato dalla Giunta regionale, come evidenziato nei verbali delle riunioni del 25 novembre e del 5 dicembre.
«Questa operazione di dimensionamento – dichiara l’Assessore all’Istruzione Stefania Tinti – è stata portata avanti senza un reale ascolto dei territori e senza la necessaria trasparenza. Il nostro Comune si trova a dover affrontare l’accorpamento di due istituti di fascia A, ovvero scuole che hanno già raggiunto il livello massimo di complessità previsto dalla normativa. Si tratta di istituti che hanno costruito nel tempo una rete solida di formazione tecnica e professionale, offrendo opportunità di crescita e riscatto a tanti giovani, specialmente a quelli in condizioni di fragilità o disagio socio-ambientale. La loro aggregazione forzata non farà altro che compromettere la qualità dell’istruzione e ridurre l’efficacia dei percorsi formativi».
Le scelte della Regione Lazio, in attuazione del decreto interministeriale n. 127/2023, vanno a colpire scuole che, proprio sul territorio di Civitavecchia, hanno sviluppato percorsi formativi di eccellenza, come quelli legati alle professioni del mare, all’ospitalità alberghiera, alla ristorazione, al management turistico, alle professioni biomediche e alla moda. Settori che non solo rispondono alle esigenze occupazionali locali, ma che contribuiscono alla valorizzazione del made in Italy e alla crescita economica del territorio.
«Questa scelta – prosegue l’Assessore Tinti – avrà conseguenze gravi non solo per l’offerta formativa, ma anche per l’efficienza gestionale degli istituti, con la perdita di figure chiave come dirigenti scolastici, direttori dei servizi generali e amministrativi e personale ATA. A fronte di un risparmio minimo, si rischia di compromettere servizi essenziali per gli studenti, in particolare per quelli più vulnerabili. Il Comune di Civitavecchia, pur non avendo competenza diretta sugli istituti superiori, sente il dovere di farsi portavoce del dissenso della comunità locale e delle famiglie, chiedendo alla Regione Lazio di riconsiderare questa decisione».
L’amministrazione comunale continuerà a percorrere ogni strada possibile per ottenere la sospensione o l’annullamento della delibera regionale, nell’interesse degli studenti, delle loro famiglie e dell’intero tessuto sociale ed economico di Civitavecchia.